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Progetto screening Veneto vince premio innovazione del Politecnico di Milano.

ll sistema di gestione digitale degli screening oncologici e di quello, recentissimo, sugli effetti dell’inquinamento da Pfas della Regione del Veneto ha vinto il Premio Nazionale Innovazione Digitale in Sanità, assegnato dall’Osservatorio Digitale in Sanità del Politecnico di Milano.

Il Progetto, denominato @RegioneVeneto “Screening Oncologico, Cardiovascolare e PFAS del Veneto”, è stato realizzato in collaborazione dalle Direzioni regionali Prevenzione in Sanità e Informatica ed ha vinto la sezione “Impact”, dedicata a “Progetti che hanno dimostrato capacità di utilizzare le tecnologie digitali per ottenere significativi impatti in termini di risultati”. Da quest'anno  l'Osservatorio  del Politecnico di Milano ha istituito la  categoria "Impact" nell'ambito del "Premio Innovazione  Digitale in Sanità': iniziativa, indirizzata a quelle esperienze di eccellenza che hanno già ricevuto un Premio da parte dell'Osservatorio, è volta a premiare quei progetti che negli ultimi 5 anni hanno apportato  un'innovazione  permanente  a livello di sistema, ottenendo un significativo successo in termini di impatti e risultati.

Nel 2013 la Regione ha vinto il Premio  Innovazione Digitale in Sanità nella categoria "Soluzioni  Cloud e Shared Services", grazie al progetto relativo al sistema informativo a supporto dei programmi di Screening Oncologico delle Aziende Sanitarie, che consente la gestione dello screening citologico (pap test e HPV), mammografico e del colon retto  (sangue occulto  e rettosigmoidoscopia) sulla base delle linee guida e dei programmi di screening regionali. La soluzione, accessibile in modalità  Saas (Software·as a Service) consente, ad esempio, la definizione  della popolazione  target, la gestione delle agende dei centri  erogatori,  l'invio degli esiti dei test (comprensivi di refertazione)  e l'integrazione con l'anagrafica regionale,  con le anagrafi  aziendali  e con i dipartimentali d'interesse delle varie Aziende.

Alla luce della soddisfazione verso l'iniziativa, la Regione del Veneto negli ultimi anni ha avviato programmi di screening anche in ulteriore aree, come quella cardiovascolare e PFAS (Sostanze Perfluoro  Alchiliche). In particolare, nel 2014 la Regione ha introdotto  un modulo  - come estensione  dell'applicativo regionale  per gli screening oncologici  - per lo screening cardiovascolare, all'interno di un progetto nazionale  che ha coinvolto 22 aziende sanitarie su tutto il territorio italiano.  Per un maggior coinvolgimento dei Medici di Medicina  Generale la selezione della popolazione target si è basata non solo su base geografica, ma anche in relazione al medico curante di appartenenza. Sempre nel 2014, inoltre, la Regione ha portato  a termine la fase sperimentale del progetto  "Sistema  Rete Mammografica", nato dall'esigenza di ottimizzare le risorse per la refertazione  dello screening mammografico. Grazie all'infrastruttura del Fascicolo Sanitario Elettronico regionale, si è abilitata la condivisione delle immagini  delle mammografie da refertare  permettendo così alle Aziende di collaborare in modo più efficace e nel rispetto  della normativa vigente in termini di privacy.

Nel 2016, infine, a seguito  della contaminazione del bacino idrografico  di alcune provincie con sostanze  PFAS, la Regione ha avviato un piano di sorveglianza sulla popolazione esposta, valutando la possibile relazione tra queste sostanze e alterazioni nello stato di salute dei cittadini.I programmi di screening attivati dalla Regione del Veneto coinvolgono  oggi:

  • 452.000 cittadini per lo screening della cervice uterina
  • 333.000 cittadini per quello mammografico
  • 649.000 cittadini per quello del colon retto
  • 110.000 per quello cardiovascolare
  • 85.000 cittadini per quello PFAS

Il bacino complessivo di operatori coinvolti è pari a circa 1.200.

Ad oggi, la Regione ha potenziato il modulo per lo screening PFAS, integrandolo con i sistemi di laboratorio  (LIS) delle aziende coinvolte e con il gestionale del laboratorio analisi regionale dell'ARPAV (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale  del Veneto), che si occupa della lettura degli esami legati alle sostanze  PFAS. La Regione, infine, sta valutando di esportare il modello  della rete mammografica in altri contesti in cui la refertazione  in rete potrebbe  portare benefici, come nell'ambito della refertazione digitale dei vetrini di anatomia patologica e della gestione del per corso di diagnosi del melanoma.

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