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IL PATTO PER LA SALUTE: la continuità della cura si realizza attraverso l’integrazione tra ospedale e territorio

Patto per la Salute Aumentare l’efficienza dell’intero sistema sanitario nazionale è l’obiettivo che il Governo ha posto lo scorso anno con la redazione del Patto della Salute: un’intesa tra il Governo e le Regioni in merito alla spesa e alla programmazione del Servizio Sanitario Nazionale, regolata da una serie di principi fondanti.

  • L’avanzamento dell’età media è da considerarsi come una risorsa;
     
  • La tutela della salute viene inserita nel quadro costituzionale;
     
  • Il servizio sanitario deve essere garantito su tutto il territorio a un livello di standard definito;
     
  • La persona e le sue necessità specifiche devono essere il centro di tutto il sistema;
     

Secondo il Il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin:
“Il nuovo Patto per la salute 2014 – 2016, mira ad un generale efficientamento del nostro SSN, proprio nell’ottica dell’appropriatezza. Tutte le previsioni in esso contenute sono state ispirate dai bisogni di salute dei cittadini e, allo stato attuale, costituisce il solo strumento per la costruzione di una sanità più vicina alle persone, più efficace ed efficiente, sicura, di qualità e competitiva in Europa.”

Il Patto per la Salute ridisegna quindi l’intero servizio sanitario nazionale includendo nuovi Lea (livelli essenziali di assistenza), strutture più moderne anche nelle logiche di costruzione e maggior controllo sulle Asl. Ma soprattutto il Patto prospetta una sanità orientata alla continuità della cura e all’integrazione tra gli ospedali e le altre realtà sanitarie sul territorio.

Costruire una rete sul territorio

Integrazione è la parola chiave su cui si basa l'evoluzione del sistema sanitario proposta dal Patto per la Salute. Integrazione che è necessario creare fra le diverse figure professionali e anche fra i diversi setting assistenziali, per dare forma a una rete che sia in grado di seguire e supportare il paziente attraverso l’intero iter delle cure perchè tutte le informazioni sono costantemente condivise tra i diversi operatori e le diverse strutture.

Mettere il paziente al centro

Il Patto stabilisce inoltre che la persona/paziente deve essere posta al centro del sistema. Raggiungere questo obiettivo significa far dialogare le strutture sanitarie pubbliche e private e permettere quindi la condivisione delle informazioni e il corretto passaggio di consegne fra operatori appartenenti a diverse realtà. 

È necessario anche allineare le diverse modalità operative adottate dalle diverse strutture sanitarie per creare processi unici, in grado di estendersi attraverso le diverse strutture per consentire al paziente in cura di poter essere trasferito da una struttura all’altra quando l'iter diagnostico-terapeutico-assistenziale lo richiede.

Si tratta quindi di superare la logica della sola prestazione sanitaria e orientarsi verso il modello di “presa in carico”. Un modello che pone l’attenzione sul paziente, sul suo corretto inquadramento, ed è in grado di gestirlo correttamente attraverso tutto il suo percorso di diagnosi e di terapia.

Stiamo parlando di trasformazioni profonde e strutturali, che coinvolgono metodologie, attività̀ operative, processi e che richiedono quindi l’impegno delle Regioni e delle Aziende Ospedaliere e Sanitarie per poter diventare realtà.

A che punto siamo oggi?

Recentemente sembrava che l’attuazione del Patto per la Salute avesse subito uno stop causato da una mancata intesa Stato Regioni sui tagli al fondo sanitario. Il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, in un’intervista rilasciata a Quotidiano Sanità lo scorso maggio, ha voluto precisare:” Il 2015 dobbiamo considerarlo come un anno di transizione per i bilanci della sanità italiana. Le regioni hanno chiesto al Governo di abbassare il fondo previsto dal Patto per la Salute per far fronte ai loro impegni di finanza pubblica contemplati dalla legge di stabilità. E così sarà, appena l’intesa sarà sancita. Ma ciò varrà solo per il 2015. Dall’anno prossimo il fondo sanitario sarà reintegrato e il Patto per la Salute marcerà a pieno regime. Senza se e senza ma”.

Il 2016 quindi potrebbe portare una svolta decisiva alla situazione attuale e una grande spinta verso la concreta realizzazione di questo progetto.  Siamo convinti che ci sono le basi per una vera rivoluzione del servizio sanitario nazionale ed è una rivoluzione che passa necessariamente dall’IT: l’unico strumento possibile per realizzare gli obiettivi di integrazione, condivisione delle informazioni e delle procedure che il Governo indica. Noi stiamo già lavorando in questa direzione e stiamo costruendo un progetto di integrazione ospedale-territorio per realizzare gli obiettivi del Patto, con l’auspicio che il 2016 possa essere il momento giusto per gettare le fondamenta di una sanità più integrata e soprattutto più a misura di paziente.

 

 

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