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Azienda ULSS9 Treviso: la cartella clinica diventa paperless

"La cartella è oramai operativa da tempo in alcune unità operative nella quasi totalità dei documenti e abbiamo definito il percorso che porterà alla definizione di uno strumento interamente digitale" - Gianluigi Scannapieco, Responsabile S.C. Qualità Piani e Programmi dell'Azienda ULSS9 e coordinatore del progetto

Il progetto nasce da una stretta collaborazione con l'Azienda ULSS9 di Treviso con la quale in questi anni abbiamo realizzato un Sistema Informativo Ospedaliero (SIO) che integra sistemi di terze parti e sistemi specialistici, quali radiologia, laboratorio, fisioterapia, per consentire una migliore qualità ed efficienza dell’assistenza fornita al paziente. Tracciare il percorso del paziente all'interno della struttura sanitaria è stata la prima esigenza emersa dalla creazione del SIO integrato, seguita dalla necessità di rilevare i documenti prodotti durante il ricovero del paziente, con l’obiettivo di realizzare una cartella clinica elettronica, conservabile digitalmente e consultabile da tutti gli operatori coinvolti nel processo di diagnosi e cura, dal Medico di Medicina Generale al paziente.
"L'informatizzazione della cartella clinica di ricovero ospedaliero rappresenta uno dei progetti che in questi anni è stato implementato o si è tentato di implementare in diverse realtà. Anche se nella maggior parte dei casi si è trattato di sviluppare strumenti informatici di supporto alla cartella clinica cartacea", dichiara Gianluigi Scannapieco, Responsabile S.C. Qualità Piani e Programmi dell’Azienda ULSS9 di Treviso e coordinatore del progetto. "Quindi strumenti anche molto sofisticati ed evoluti che alla fine comunque portavano alla stampa di un documento cartaceo".
"A Treviso abbiamo fatto un progetto diverso, un progetto che si poneva come obiettivo arrivare ad una cartella clinica interamente digitale e quindi paperless". 

"Il progetto è iniziato circa un anno e mezzo fa e si è sviluppato sull'Ospedale di Oderzo, un ospedale per acuti di dimensioni medio piccole, quindi una sede dove più facilmente si possono implementare dei modelli prototipali", afferma Gianluigi Scannapieco. Condizione di partenza: la standardizzazione dei documenti cartacei che compongono la cartella clinica. Successivamente l'informatizzazione delle schede di cartella clinica, la realizzazione paperless della cartella clinica di ricovero, nonchè formazione e assistenza on the job del personale medico e infermieristico.
Per l'USSL 9 il superamento di alcune difficoltà legate soprattutto all'innovazione dello strumento  e un grosso sforzo di tipo organizzativo per motivare il personale nel suo utilizzo attraverso un gruppo di lavoro a supporto dei sanitari.
 
La disponibilità di un SIO diffuso e integrato ha rappresentato il prerequisito fondamentale per la realizzazione della cartella clinica paperless. Il SIO dell'ULSS9 di Treviso sin dall'inizio è stato impostato in modo da garantire l'integrazione verso i sistemi dipartimentali esistenti, la tracciabilità del percorso clinico-sanitario del paziente all'interno della struttura e l'adozione degli standard necessari alla comunicazione delle informazioni tra i diversi sistemi coinvolti. L'Azienda ULSS9 di Treviso è stata fra le prime in Italia ad adottare la firma digitale e a conservare i referti.
 
La soluzione implementata presso l'Azienda Sanitaria di Treviso consente di visualizzare i documenti prodotti durante il ricovero del paziente, di creare dossier intermedi (all'atto di ciascun trasferimento del paziente all'interno della struttura sanitaria) e il dossier finale, di firmarli digitalmente e renderli disponibili sul repository documentale.
I documenti sono correlati in modo da essere attribuiti al ricovero corretto, mediante il concetto di episodio di ricovero, e la tracciatura degli episodi avviene mediante gli strumenti trasversali di ADT e del Gestore Richieste.
Dal punto di vista tecnico, una volta creato il dossier della cartella e firmato digitalmente, è possibile attivare la conservazione sostitutiva per una successiva esibizione.
Spetta alla Direzione Sanitaria stabilire le politiche di visibilità per i reparti ospedalieri, i Medici di Medicina Generale o i cittadini (anche con modalità on line).
Diverse le problematiche incontrate, come ci spiega Gianluigi Scannapieco: "soprattutto legate al fatto che in questo ambito non ci sono spesso della chiare indicazioni di comportamento, mi riferisco ad esempio alle modalità di conservazione del documento digitale, alla modalità di gestione della sicurezza degli accessi. E quindi abbiamo dovuto fare uno sforzo di tipo organizzativo e decisionale, per arrivare all'obiettivo". 

  • Paperless
    Non più carta, ma dematerializzazione dei documenti della cartella clinica di un paziente ricoverato per conservarla in formato digitale ed esibirla all'occorrenza.
  • Fruibilità dei dati
    Il documento di cartella clinica paperless è facilmente fruibile e condivisibile tra gli operatori coinvolti nel processo di diagnosi e cura del paziente, dalle fasi intermedie della sua composizione fino al rilascio al Medico di Medicina Generale o al paziente stesso. La storia sanitaria del paziente è inoltre a disposizione in formato elettronico anche in caso di successivi controlli o ricoveri.
  • Risparmio di tempo
    Non c’è bisogno di trascrivere più volte le informazioni terapeutiche nè di comunicarle alle persone interessate. E i tempi di recupero delle informazioni sono ridotti con conseguente miglioramento dell'organizzazione.
  • Riduzione del rischio clinico
    La completa informatizzazione della terapia farmacologia riduce il rischio clinico legato soprattutto agli errori di prescrizione e somministrazione delle terapie al letto del paziente.

L'Azienda ULSS 9 di Treviso conta di estendere il progetto a tutte le sue unità operative nel prossimo futuro.
"La cartella clinica elettronica è oramai operativa da tempo in alcune unità operative nella quasi totalità dei documenti e abbiamo anche definito quello che è il percorso che porterà appunto alla definizione di uno strumento interamente digitale. Contiamo entro il 2008 di completare il percorso e di avere quindi, forse per la prima volta in Italia, un documento interamente digitale", ricorda Gianluigi Scannapieco. 
 

 

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